Una difesa civile, non armata e nonviolenta, è possibile!
La Campagna Un’altra difesa è possibile – promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo, dalla Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile e da Sbilanciamoci – chiede che vengano istituiti stabilmente Corpi civili di Pace.
Questa Campagna riprende quella del 2014/15 che forse molti di voi ricorderanno, dove si raccoglievano cartoline firmate con l’immagine del mondo in primo piano e i colori della pace, ed è, come nel 2014/15, una proposta di legge di iniziativa popolare che ha bisogno di raccogliere 50mila firme entro il 17 settembre per essere incardinata nei lavori del Parlamento.
Questa proposta di legge chiede che, accanto alle forme di difesa tradizionali, sia istituito un dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta, dove i giovani possano formarsi per prevenire le situazioni di violenza e per agire, in Italia e all’estero, nelle situazioni di possibile escalation negativa dei conflitti, oltre che nella rimozione delle cause dell’ingiustizia.
Si chiede anche che nasca un Istituto di ricerca per la pace e per il disarmo, per studiare perché le oltre 300 lotte nonviolente riuscite hanno funzionato e per studiare i processi in atto ogni volta che questi corpi civili di pace agiscono!
Ad esempio, lo sapevate che, anni fa, grazie alla presenza di alcuni embrionali corpi civili di pace, alcune famiglie hanno messo fine a una ventina di “vendette di sangue” in Albania?
E sapete come è successo? Facendo incontrare fra loro le donne, e i ragazzi e le ragazze che dovevano rimanere chiusi in casa per evitare il meccanismo della faida!
Questo incontro fra pari ha fatto maturare una consapevolezza che è diventata azione, e ha generato un cambiamento!
E’ stato proprio questo successo – una ventina di faide concluse nel segno del perdono – a far partire una sperimentazione del governo italiano, sperimentazione che ha fatto nascere i Corpi civili di pace e li ha visti operare principalmente all’estero!
Ecco, ora che la sperimentazione si è conclusa e che il bilancio è positivo, la società civile chiede che venga istituita una difesa civile non armata e nonviolenta perché la sicurezza si costruisce anche creando contesti più accoglienti e in cui i diritti umani di tutti siano garantiti, perché la sicurezza si costruisce anche creando contesti di pace, e come creare contesti di pace se non attraverso strumenti di pace?
Questo il cuore della proposta di legge, a latere si prevede anche la creazione di un Consiglio nazionale per la difesa civile, non armata e nonviolenta, con funzioni consultive e di raccordo interistituzionale, e vengono indicate anche le forme di finanziamento di questo nuovo Dipartimento: tramite una voce dedicata nel bilancio statale e tramite una possibile contribuzione da parte dei cittadini grazie al 6 per mille, da destinare nella propria dichiarazione dei redditi, senza oneri aggiuntivi per il contribuente. Don Luigi Ciotti nel 2014/15 aveva coniato, a questo proposito, il motto: “6 per la pace, 6 per mille”.
Quindi, se la proposta di legge vi convince, potete andare a rileggerla qui e poi sottoscriverla qui tramite Spid o Carta d’Identità elettronica.
Alessandra, Incaricata al Settore Giustizia, pace e nonviolenza

